mercoledì 21 dicembre 2011

Qualche parola su Luigi...

Entrare nel carattere di un personaggio non è mai facile: non lo è con i personaggi originali, lo è ancora meno nelle fan fiction. Entrare nella psiche di re Luigi è un'impresa titanica...
Impresa in cui mi sono imbarcata con profondo amore, ma cercare di essere quanto pù fedele possibile al personaggio originale è una sfida quotidiana. Renderlo coerente con se stesso, giustificare le sue azioni... Un'avventura splendida e terrificante.
Ho notato che molte disapprovano il comportamento nei confronti di Enrichetta. E chi potrebbe mai giustificarlo?
Non è corretto, nè morale... Ma guardiamo la cosa dalla giusta prospettiva.
Non parliamo forse dello stesso uomo che aveva giurato amore a Maria Mancini per poi dimenticarla in un battito d'ali? Non parliamo forse dello stesso uomo che pronuncerà la famosa frase "lo Stato sono io"? Non parliamo forse dello stesso uomo che è l'emblema del monarca assoluto?

Ci sono uomini che nascono e crescono sapendo che un giorno saranno re, uomini che si trovano di punto in bianco ad essere l'erede per strani giochi del destino e altri che, sempre per colpa del fato, pensano che lo saranno ma non lo diventeranno mai.
Luigi non è niente di tutto questo.
Re Luigi XIII muore nel 1643, suo figlio è nato nel 1638.
Diventa re a cinque anni, l'età in cui un bambino inzia a comprendere e avere ricordi chiari, il che significa che Luigi è stato re praticamente da quando ha memoria. Da sempre. Da tutta la vita.
E non un re come possiamo intendere oggi i moderni monarchi che, al di là di tutta l'aurea fiabesca che li circonda, sono mere figure ufficiali. Luigi è un re consacrato, al di sopra degli uomini, a un passo da Dio.
Per quasi vent'anni è stato tenuto per mano da Anna e da Mazarino che, pur non lasciandolo regnare effettivamente, l'hanno cresciuto portandolo a credere di essere una specie di divinità...
Luigi ama, sì. Ama la Francia, ama sua madre, ama le sue donne, ma più di tutto ama se stesso.
Lui è il Sole, il che non significa che sia di una bellezza splendente, ma che è il centro del mondo, nella fattispecie della Francia, attorno a cui tutto ruota.
Appunto, lui è lo Stato.
Il passaggio da Enrichetta a Louise se vogliamo è semplice frutto dell'evoluzione di questo ragazzo: il giovane re è attirato dalla cognata spregiudicata e sexy, ma più prende coscienza di sè, meno sopporta le interferenze nella sua vita e dunque Madame, con le sue richieste e i suoi capricci, diventa scomoda.
Louise, al contrario, con la sua modestia diventa una compagnia piacevole, il suo amore sincero sarà un balsamo per Luigi e lo sarà per molti anni, fin quando non entrerà in un'ulteriore fase della sua vita. Finchè non arriverà Françoise Athénaïs de Rochechouart de Montermart, Marchesa di Montespan, che paradossalmente ricorderà molto Enrichetta nel suo modo di porsi. Ma saranno altri anni, sarà un'altra storia.

Luigi XIV è una delle figure più affascinanti che la Storia ci abbia regalato, ma spesso si fa l'errore (e parlo in generale, non riguardo a Evocatio) di giudicare i regnanti come fossero uomini comuni. Non lo sono. O, per lo meno, non lo erano.

Lui è il re.
Lui è il Sole.